UNITI PER DIFENDERE LA SCUOLA PUBBLICA
L’Istituto Balducci si schiera in modo deciso nella lotta contro la “riforma” degli istituti tecnici
Attraverso questo comunicato vogliamo condividere con studenti e famiglie la nostra posizione in merito alla riforma Valditara che interessa gli istituti tecnici: per noi rappresenta un drammatico passo indietro che minaccia il futuro dei nostri ragazzi e ragazze.
Il DM 29/2026 è un pasticcio assoluto:
- un intero percorso formativo completamente stravolto ad iscrizioni ormai concluse (moltissime famiglie hanno saputo a cose fatte che i propri figli erano iscritti ad una scuola diversa da quella che avevano scelto con cura e attenzione);
- inizio di anno scolastico in TOTALE ASSENZA delle Linee Guida che il Ministero si era impegnato a fornire (senza le quali le scuole non riescono a definire chiaramente obiettivi di apprendimento e competenze in uscita relativi ai percorsi di indirizzo);
- spinta verso un modello formativo sempre meno pubblico e sempre più asservito al privato (sbilanciamento verso le richieste delle imprese, a scapito di una solida formazione culturale di base);
- riduzione delle ore di formazione scientifica di base nel biennio;
- riduzione delle ore complessive nel quinto anno (con esame di maturità invariato!);
- quadri orari visti e rivisti più volte senza un criterio coerente;
- un documento di “orientamento” uscito a settembre che non dice niente, anzi disorienta.
Ma non è finita qui: questa riforma ne anticipa una altrettanto peggiorativa per i licei!
Da questa confusione emerge un solo obiettivo: depotenziare la scuola pubblica, trasformarla gradualmente in un corso di formazione professionale e avviare in fretta al lavoro i giovani tecnici rendendoli meno pensanti e più pronti a produrre. Un disegno classista, che il governo cerca di mascherare dietro una mano di vernice sbiadita: chiamare “licei” anche i tecnici!
Per noi la scuola è, e deve restare, molto più di un semplice percorso di avviamento al lavoro.
Di fronte a tutto questo dobbiamo subire in silenzio? Pensiamo di no.
Perciò ci siamo chiesti cosa fare e la risposta è stata: una protesta forte, clamorosa, che faccia rumore e colpisca interessi economici consolidati.
Il collegio dei docenti della Balducci ha dunque deciso, a maggioranza, di sospendere per questo anno scolastico le attività extra scolastiche come i viaggi di istruzione e le visite didattiche, escludendo solo quelle legate ad obblighi curricolari (FSL, Erasmus e Orientamento).
Perché proprio le”gite”?
Per noi non è stata una decisione semplice da prendere, anzi è stata piuttosto dolorosa. E questo perché crediamo nel valore formativo delle uscite didattiche e dei viaggi di istruzione. A testimonianza di ciò, ogni anno spendiamo molto tempo ed energie per organizzarle, assumendoci responsabilità (e rischi) senza tutele né incentivi.
Tuttavia, di tutte le attività didattiche, le gite sono senz’altro le meno caratterizzanti e fondamentali.
Vogliamo colpire i nostri studenti e le loro famiglie? Al contrario: vogliamo difenderli da una scelta sbagliata e dannosa. Questa riforma rappresenta un rischio per la formazione futura di tanti ragazzi e ragazze.
Non abbiamo paura delle “ripercussioni negative”? No, siamo certi che gli studenti e le famiglie capiranno i motivi della nostra protesta e si uniranno a noi nel chiedere a gran voce il ritiro di questa riforma.
Pensiamo di ottenere qualcosa con questa protesta? No, se rimarremo soli. Ma confidiamo che tutte le scuole superiori, minacciate dalla riforma, prenderanno provvedimenti analoghi.
Volete approfondire la questione? È quello che desideriamo di più! Contattateci, venite a trovarci, ragioniamo insieme. Potrebbero nascere nuove idee per portare avanti la protesta.
Firmato: Il gruppo promotore della mozione.
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